Borgo Castello Panicaglia è un luogo con un passato straordinario. Un Borgo medioevale costruito intorno ad un castello e ad una chiesa luogo di culto locale. Nel nostro caso il Castello risale al XIII secolo.
Castello Panicaglia è situato in posizione strategica su una collina, con vista sulla valle, sulla Via Flaminia e sulla strada per Assisi. Per secoli è stato di proprietà della famiglia Mancini. Quando Papa Pio IX dovette fuggire da Roma con il suo seguito, i Mancini offrirono rifugio a uno dei suoi cardinali tra le mura sicure del castello. La famiglia Mancini lo aiutò anche a fuggire quando un informatore scoprì il suo nascondiglio. Ciò portò all’arresto di tutti i maschi della famiglia Mancini da parte del repubblicano Garibaldi. Furono rinchiusi nel castello di Spoleto in attesa di essere giustiziati.
Le donne della famiglia si recarono quindi da Anita Garibaldi per chiedere clemenza per i condannati. Commossa dalla loro storia, fu concessa la liberazione. In segno di gratitudine per il rischio che i Mancini avevano corso, il papa conferì loro il titolo di “Cavalieri dello Stato Pontificio”. Essi aggiunsero questo titolo al loro stemma di famiglia, che è ancora visibile sulla facciata sud-occidentale del castello.
La storia di Castello Panicaglia risale però a molto prima dell’epoca dei Mancini. La zona intorno a Nocera Umbra era già abitata nella preistoria: gli archeologi hanno trovato utensili risalenti a oltre 500.000 anni fa. Successivamente vi si insediarono le tribù umbre, seguite dai Romani che costruirono la famosa Via Flaminia. Dopo la caduta dell’Impero Romano, i Longobardi conquistarono la zona, come dimostrano i ricchi reperti rinvenuti nei loro cimiteri nei dintorni.
Il castello stesso fu costruito nel 1266, per conto dello Stato Pontificio, come postazione difensiva lungo la Via Flaminia. Con le sue mura spesse, le finestre strette e la robusta struttura in pietra, offriva protezione e una vista panoramica sulle rotte commerciali e di pellegrinaggio verso Assisi. Intorno al castello crebbe gradualmente un piccolo insediamento – il borgo – con fattorie e una propria chiesetta. Questa chiesetta, ancora parte del complesso, viene utilizzata ogni anno il 18 maggio per una processione e una solenne benedizione della terra. Questa tradizione esiste dal XVI secolo e collega ancora oggi Castello Panicaglia alle radici religiose della regione.
Oltre al titolo conferito, nella bolla papale fu stabilito qualcosa di speciale: per tre generazioni tutti i figli dei Mancini che avessero aderito alla Chiesa avrebbero potuto fregiarsi del titolo di cardinale. L’ultimo di loro fu Giovanni Battista Mancini, padre di Daniele Mancini, noto architetto della zona.
Dopo la sua morte nel 2002, sua moglie, l’ingegnere Sabrina Guerra, ha riportato il borgo al suo antico splendore, dopo che il terremoto del 1997 lo aveva gravemente danneggiato. Il vecchio forno, che un tempo cuoceva il pane per gli abitanti e i contadini dei Mancini, è stato ricostruito. Oggi, le mura in pietra restaurate, le travi in legno e la cappella testimoniano ancora la storia secolare che si respira in questo luogo, dalle tribù umbre e dai soldati romani ai cavalieri papali e ai moderni ricostruttori.